Il 7 febbraio scorso, sul quotidiano “Il Foglio” il giornalista Francesco Palmieri ha intervistato Guglielmo Incerti Caselli, Presidente nazionale dell’Associazione grafologica italiana (Agi). Lo studioso ha affermato nella interessante intervista che: “Si legge l’anima nella scrittura a mano. […] I neuroscienziati ci ricordano che la scrittura manuale attiva tredici, quattordici aree del cervello contro le tre di quella al computer. I bambini che utilizzano esclusivamente strumenti tecnologici perdono la micromanualità e manifestano ritardi cognitivi. Perciò in Norvegia, Svezia e in alcuni stati americani hanno reintrodotto penna e quaderno dopo averli sostituiti con il tablet. […] Seguiamo – continua Incerti Caselli – con attenzione la proposta di legge per istituire la Settimana italiana della scrittura a mano, già approvata dalla Commissione Cultura della Camera, e siamo tra i promotori della candidatura all’Unesco del corsivo come patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento già ottenuto dalla scrittura araba, che vorremmo anche per quella in alfabeto latino”. L’11 febbraio il MIM ha organizzato un convegno dal titolo “Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA”. Il video integrale dell’evento è disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=9YB5tHQ-8ww. L’argomento della scrittura a mano e in corsivo sta molto a cuore ai montessoriani. Nel 2015 sulla rivista “Vita dell’infanzia”, nel numero di settembre/ottobre, Benedetto Vertecchi, oggi Emerito di Pedagogia sperimentale, scrisse un articolo dal titolo “Alfabeto a rischio” in cui illustrava il progetto
“Nulla dies sine linea”, condotto in alcune classi di due scuole romane. Vertecchi spiegava nel contributo che “il progetto di ricerca era nato di fronte al crescere del numero di insegnanti che segnalavano la perdita, da parte di molti allievi, della capacità di scrivere in corsivo”. Nello stesso numero e sul medesimo argomento erano intervenuti Rita Scocchera, Dirigente tecnico del MIM e componente del Centro studi dell’Opera Nazionale Montessori, Ermanno Tarracchini e Valeria Bocchino, docenti di scuola secondaria di primo grado.
Si ringrazia della foto Daniela Pasqualone insegnante nella Casa dei bambini I.C. “San Nilo”, Grottaferrata (Roma)